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UNO “STRANO” RACCONTO DI NATALE

Pubblicato da Emilio Vittozzi in Feste · 14/12/2017 14:54:06
Tags: unostranoraccontodinataleemiliovittozziinterclubgiacomopinelli


UNO “STRANO” RACCONTO DI NATALE


Per vari anni (una decina, anno in più, anno in meno…) ho fatto parte della “Commissione Presepi” dell’Ufficio Terza Età della Curia di Napoli diretto dal compianto Monsignor Giacomo Pinelli.
Per anni ho girato per Chiese, Parrocchie, Case di Cura, Case di Riposo per “giudicare” opere presepiali iscritte all’annuale concorso provinciale.
Per anni sono stato “accolto” da presepisti, più o meno valenti, che rispondevano, con orgoglio o con pudore, alle mie domande di curiosità, poste per meglio “comprendere” l’intera opera.
Per anni ho dialogato con giovani e meno giovani sull’importanza di trasmettere la “tradizione del presepe”.
Per anni ho condotto la Cerimonia di premiazione che si svolgeva nell’Auditorium di Largo Donnaregina a Napoli.

E pensare che non tutti sanno che l’origine del presepe risale al 24 Dicembre 1223 ad opera di San Francesco d’Assisi, a Greccio…
Non intendo, qui, rimarcare che la zona più bella, più affascinante, più accogliente di Napoli è, senza alcun dubbio, la zona dei Decumani, ovverossia Via San Gregorio Armeno e circondario, “patria” del presepe napoletano…

Il presepe è la rappresentazione della nascita del Signore, ricca di simboli, alcuni dei quali provengono direttamente dal racconto evangelico di Luca (la mangiatoia, l’adorazione dei pastori, la presenza di angeli in cielo).
Ed, allora, com’è possibile inserire, fra San Giuseppe, la Madonna, il bue, l’asinello, Gaspare, Melchiorre, Baldassarre, Gentiloni, Paolo Villaggio, Maradona, Belen e Trump? Che ci “azzeccano” (per dirla alla Antonio di Pietro di “Mani pulite”)?
Il presepe è un’opera che si sviluppa giorno per giorno, pezzo dopo pezzo: ‘a grotta, ‘e muntagnelle, ‘e ccase, ‘e funtanelle e, poi, la Sacra Famiglia, gli Angeli, ‘e zampognare, i Re Magi, Ciccibacco, ‘e pezzente, ‘a lavannara.
Altro che personaggi della politica, dello spettacolo, dello sport, del gossip…
Che c’azzeccano ‘chist? Sono proprio fuori luogo, fuori gioco!
Sul presepe bisogna mettere la fede di Maria, l’umiltà di Giuseppe, lo stupore dei pastori, l’utilità del bue e dell’asinello, la purezza dei bambini che osserveranno l’opera, le luci, l’acqua ed ascolteranno le nenie di sottofondo!

Il Natale è la festa più amata perché parla al cuore degli uomini…
Facciamo tutto il possibile per “onorare” il Natale, non solo preparando la culla del cuore a Gesù Bambino ma anche con i segni esteriori della Festa?
Orniamo le nostre case, i nostri luoghi con segni cristiani e, soprattutto, rievochiamo l’Evento della Santa Notte costruendo il presepio, anche piccolo, perché sia un segno della presenza del Nascituro nelle nostre famiglie?
Facciamo festa con la Sacra Famiglia ed anche le nostre famiglie gusteranno i doni inestimabili della gioia e della pace!

...E non manchino piccoli-grandi gesti di autentica Solidarietà verso gli "ultimi": disoccupati, “sottoccupati”, “precari”, "cassintegrati", "senzatetto", "senzatutto"...
E mi viene in mente una scena realmente accaduta nel lontano 1988, una sorta di “Natale in Casa Vittozzi”.

“Caro babbo, cara mamma, per il bene che vi voglio, aprite subito il portafoglio” esclama mia figlia Gabriella, cinque anni, in piedi su una sedia, alla fine della “declamazione” della Poesia Natalizia.
“Né, Gabriè”, è la mia solerte risposta, “ma tu fusse nù poco scemolina? Lo sai, o non lo sai, che papà tuo è solo un semplice Operaio della Circumvesuviana? E che, quindi, non ha i soldi del “pozzo di San Patrizio”?. Tu devi dire: “Caro nonno, cara nonna…” per avere i… soldini!”.
“Né, Emì, ma ‘o scemo fusse tu? Lo sai, o non lo sai, che tuo suocero, ovvero il nonno di Gabriella, è un semplice pensionato?” risponde subito don Giovanni.
Beh, ‘o pate no, ‘o nonno no, ma chi ‘e caccia ‘sti soldini?

Chiunque sia, facciamoli uscire anche per i meno fortunati di noi…

Così sarà realmente un Natale Inter-nazionale!


EMILIO VITTOZZI
 








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